Colletta alimentare: condividere i bisogni e il senso della vita

Nella società dell’opulenza, la fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero “scandalo” che minaccia la vita e la dignità di tante persone. Ogni giorno ci si deve confrontare con questa ingiustizia.  Tuttavia qualcosa possiamo e dobbiamo fare di fronte ad una vera e propria emergenza, anche se qualsiasi buon risultato si ottenesse, che davvero costerebbe uno sforzo davvero minimo alla maggior parte di noi, risulterebbe quasi un miracolo. Prima di tutto possiamo educarci all’umanità e incentivare con fiducia questa opera, attuando la cultura dell’incontro e della condivisione. Condividere ciò che abbiamo con coloro che non l’hanno… - parole di Papa Francesco durante l’udienza del 3 ottobre 2015, in aula Paolo VI, proprio con il Banco Alimentare - educare tutti a quella carità che è un dono traboccante di passione per la vita dei poveri. Un’iniziativa che comunque raggiunge onorevoli risultati, c’è: da 19 anni l’evento di solidarietà più partecipato in Italia, è la Colletta Alimentare che non acquista alimenti, ma utilizza i fondi che riceve per raccogliere cibo e ridistribuirlo alle Strutture Caritative in Italia. A partire dal 1997 sono state centinaia di migliaia le persone che si sono messe a disposizione della Rete Banco Alimentare per aiutare i più poveri e quest’anno, davanti ai  135.000 Punti Vendita, di volontari, pettorina gialla dotati, se ne sono contati ben 5.500.000! D’altra parte davvero necessari per manipolare  9.201 tonnellate di alimenti e di altri generi di prima necessità. Senza contare che ogni giorno si recuperano eccedenze alimentari da molteplici donatori, riducendo lo spreco e dando agli alimenti, ancora buoni, nuovo valore. L’ultimo dato accertato si riferisce al  2014 ed è di 40.767 alimenti recuperati e di 1.043.351 di piatti pronti altrettanto recuperati.

Le organizzazioni della Rete Banco Alimentare sono accreditate presso l'AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) e usufruiscono pertanto della donazione di derrate alimentari destinate agli indigenti dal Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD). Diversi sono i tipi di recupero: quello dalla GDO avviene tramite il programma Siticibo, la prima applicazione italiana della Legge del Buon Samaritano (155/2003) che ha lo scopo di recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza. Grazie ai rapporti sempre più collaborativi che si sono attivati con le catene della Grande Distribuzione e al credito che la Rete Banco Alimentare si è conquistata nel corso di anni, è stato possibile avviare con alcune di esse un recupero giornaliero di prodotti. Questo grazie anche all’industria alimentare. È dalle aziende alimentari che Banco Alimentare ha cominciato a ricevere le prime donazioni di prodotti  all'inizio della sua attività. Attualmente sono circa 700 le aziende fornitrici delle loro eccedenze e sono generalmente imprese di grandi dimensioni, per lo più produttori. Anche il recupero da Ortofrutta, perché sono sempre in maggior numero gli ortomercati e i supermercati che decidono di donare i propri prodotti invenduti, ma ancora buoni. Anche il resto della ristorazione - hotel, mense aziendali e ospedaliere, refettori scolastici, esercizi al dettaglio - fanno la loro buona azione quotidiana, donando alimenti preziosi dal punto di vista nutrizionale per chi li riceve, ma spesso, di questo, l’opinione pubblica non è informata… L’evento forse di più forte richiamo comunicativo é la raccolta da Collette Alimentari: ogni anno ne vengono organizzate numerose a cominciare dalla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare e passando per le Collette organizzate nelle aziende che, così, sostengono tutto il sistema.

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